Coordinamento Associazioni della salute mentale nuovo documento
La Salute Mentale nella provincia di Foggia
I diritti di cittadinanza e la partecipazione delle famiglie

Il 14 marzo alle ore 10.00 ed il 7 aprile, nei locali del Centro di Salute Mentale di Manfredonia, si è svolto l'incontro-dibattito sul tema “Salute mentale e terzo settore”.
Sono intervenuti numerosi operatori dei servizi psichiatrici territoriali della provincia di Foggia e tutti i rappresentanti delle associazioni dei familiari di persone con disturbo mentale presenti in Capitanata (Associazione Genoveffa de Troia di Monte S. Angelo, Associazione Psychè di Manfredonia, Cooperativa Vivere di Mattinata, Adasam di San Severo, “Tutti in volo” di Troia, ”Bellombroso” San Marco, Associazione A.Sol A e Noos di Foggia, Coop. Sociale Nemesi di Vieste, Croce Blu di Lucera) e rappresentanti degli utenti psichiatrici.

Dagli interventi è emerso che il diritto alla salute mentale non è garantito su tutto il territorio. Si registrano forti differenze fra i diversi comuni. La maggior parte dei cittadini che soffrono di gravi disturbi psichiatrici, dopo la fase dei ricoveri e delle cure farmacologiche, non ricevono le dovute protezioni di ordine sanitario, psicologico e sociale, cosi come previsto dalle leggi nazionali, regionali e dai Piani Sociali di Zona. “Scarsa attenzione all'inserimento sociale e lavorativo – come rilevato dal Piano della Salute della Regione Puglia - si manifesta sia nella riduzione del numero di borse-lavoro e di percorsi di reinserimento sociale e lavorativo attivati in favore di pazienti psichiatrici stabilizzati e di disabili psichici, sia nella netta diminuzione delle commesse alle Cooperative di tipo B da parte delle ASL e degli Enti Locali.”

A tale criticità, si aggiungono i forti ed ingiustificati ritardi degli uffici amministrativi dell'ASL di Foggia nel provvedere a fornire le scarse risorse economiche alle Associazioni di familiari che collaborano nelle attività psico-riabilitative e semiresidenziali. La Legge Regionale n. 26 del 9/08/2006 ha apportato innovazioni in tema di cogestione delle strutture psichiatriche coinvolgendo le associazioni di utenti e familiari e le cooperative di tipo B. Le associazioni, quindi, devono essere riconosciute e sostenute per l'immane lavoro che svolgono in tutte le fasi del processo assistenziale. Antiche logiche burocratiche diseconomiche favoriscono l' aumento della spesa sanitaria per la Psichiatria con continui ed evitabili ricoveri . Un facile calcolo rivela che la spesa psichiatrica è riversata prevalentemente per logiche custodialistiche e ripetute degenze. Una serie di studi, di portata nazionale e mondiale (Organizzazione Mondiale della Sanità, Commissione Europea per la Salute, Progetti obiettivo Nazionali, piani Regionali per la Salute) , confermano che trasferire risorse dagli ospedali e cliniche private psichiatriche ai servizi sul territorio ,assicura un maggiore benessere e soddisfazione degli utenti, migliorando contemporaneamente la qualità della vita dell'intera comunità.

Il coordinamento, in accordo con le leggi nazionali e regionali, si propone:
- di intrecciare reti formali ed informali di inclusione per la guarigione sociale - in una comunità competente;
- di sostenere l'attivare borse lavoro e inserimenti lavorativi;
- di garantire la “presa in carico responsabile” delle persone con disturbi mentali;
- di sostenere le famiglie nei percorsi di cura;
- di contribuire ad implementare strutture leggere come Gruppi Appartamento, Case per la vita, Centri Diurni;
- di favorire l'apertura di Servizi Territoriali almeno 12 ore quotidiane per 7 giorni la settimana;
- di fare in modo che i Piani Sociali di Zona vengano realmente concertati e condivisi con i soggetti fruitori;
- di cooperare all'assistenza socio-sanitaria ed alla promozione della salute mentale verso i soggetti più deboli e verso gli immigrati;
- di partecipare più strettamente all'attività quotidiana dei servizi territoriali
- di favorire la razionalizzazione della spesa sanitaria, riducendo i costi ospedalieri liberando, così, risorse, per affrontare adeguatamente il disagio mentale nel territorio, dove il disagio nasce.

E' necessario, indispensabile ed opportuno, per produrre salute mentale ed interventi socio-sanitari mirati, aprire un nuovo percorso di partecipazione alle associazioni degli utenti ed alle associazioni dei familiari sia negli organi di decisione del Dipartimento di Salute Mentale della provincia di Foggia, sia negli organi di programmazione e gestione del Piano Sociale di Zona.

PROGETTI DEL CENTRO