ARCHIVIO 2005-2010
CENTRO SALUTE MENTALE
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Laboratorio di Arte terapia
Michela Impagnatiello

L’esperienza di vita delle persone é costellata di ferite narcisistiche che si sedimentano e vanno a creare una rete di difesa che col tempo si sclerotizza e condiziona il modo di vivere delle persone.
Ogni individuo ha una lunga serie di immagini nascoste nelle pieghe del proprio essere e solo un percorso soggettivo e alternativo può illuminare queste zone in ombra portandole all’esterno.
L’arteterapia disvela il suo potenziale di recupero e di risanamento della persona in stato emotivo alterato e tende a lenire delicatamente queste sofferenze profonde. Nata in Inghilterra nel 1942 con l’intento di intrattenere i malati di tbc, ben presto l’arteterapia viene proposta agli ospiti dei sanatori soggetti alla depressione. L’attività pittorica contribuì a favorire il rilassamento delle loro menti e a mettere ordine nei pensieri. L’intrattenimento artistico diventa immediatamente una terapia grazie ad Adrian Hill, che aveva una formazione artistica e psicologica. La pratica creativa, esercitata in maniera continuativa può portare alla luce contenuti angosciosi e tristi ma anche di segno positivo e a carattere lieto e tenero, magari risalenti all’infanzia: è così possibile ricostruire la linea narrativa della storia personale proprio a partire dalla sua stessa produzione iconica. Questa attività sarà svolta nell’atelier del Centro diurno, luogo sicuro e rasserenante in cui la catarsi è favorita anche dal sottofondo musicale, ideale per lenire le sensazioni di paura e di isolamento. Anche il setting in modalità silenziosa, però, permette l’incontro con le parti più profonde di sé e fa sentire i partecipanti uniti. La luce naturale proveniente dalla finestra che si affaccia sul piccolo giardino antistante permette un facile rasserenamento, un felice ritrovarsi e la possibilità di trascorrere momenti all’aperto.

L’arredo dovrà essere semplice ed essenziale per garantire una facile organizzazione del lavoro e il materiale dovrà essere a portata di mano. Il setting è ciò che non si vede e aiuta a creare l’atmosfera e lo svolgimento delle attività. Le persone, infatti, sostando nell’atelier devono trovare il clima familiare e sentirsi bene per entrare nel vivo dell’arteterapia. La fiducia che si crea con l’arteterapeuta, poi, è un ulteriore elemento di rinforzo che sostiene, favorisce e veicola il processo di elaborazione. La sua deve essere una presenza discreta, calma e pacifica, ma dovrà restare nell’ambito della relazione terapeutica e indicare il percorso personalizzato per far sì che l’utente raggiunga il centro del suo sé. La fase principale del suo lavoro si svolgerà ex post: osservare e decodificare le immagini prodotte dagli utenti lo aiuterà a capire il loro l’excursus emotivo relazionale, la progettualità, i sogni e i loro desideri.
Collegando le tessere di questo mosaico e dando il giusto valore alla persona si può ritrovare l’autenticità del proprio cuore e una maggiore e felice rinascita; ci si libera di contenuti sofferti e frustranti, si trova una via d’uscita alle proprie alienazioni e si potrà recitare un ruolo da protagonista nella vita relazionale.
Inizialmente l’arteterapeuta propone lavori predefiniti che hanno l’intento di rassicurare e tranquillizzare la persona che si appresta a questa attività. Il foglio rappresenta l’ambiente in cui le forze psicologiche lasciano le tracce del loro stare al mondo e può essere interpretato con un forte senso di solitudine se gli elementi grafici sono minimi ed isolati, senso di dinamismo e di partecipazione se lo stesso è pieno e ricco di colori.
Può esserci una fase regressiva in cui si esplorano i materiali mediante macchie e scarabocchi, e solo in seguito, dopo aver riacquistato fiducia in sé e una maggiore padronanza manuale e tecnica, avventurarsi verso un naturale percorso autonomo e individualizzato.

La pittografia è un ulteriore momento elaborativo in cui si stabilisce una comunicazione figurativa che arricchisce quella verbale, e si giunge infine all’espressione personale in cui si manifestano lo stile e le caratteristiche proprie, le minuziosità e i particolari, la scelta formale e coloristica .
Il percorso terapeutico condurrà lentamente a rasserenare e a ritrovare la stima e la fiducia in sé, ad essere propositivi, ottimisti e in armonia con se stessi.
Le immagini che essi stessi produrranno porteranno fuori il passato, saranno utili per sbloccare situazioni fisse e favoriranno il cambiamento gradualmente; tenderanno ad occuparsi un po’ di più degli altri e ne usciranno rinforzati, invece, al contrario, atteggiamenti rigidi e di chiusura non fanno altro che rimandare o procrastinare i tempi di riordino.
I colori sono un altro strumento di comunicazione e contribuiscono l’output degli stati emotivi. Mediante l’uso dei colori è possibile liberarsi dell’indifferenza, dell’apatia e dell’insignificanza che isolano e non permettono il coinvolgimento nella vita. I colori si rifanno alla natura e al ciclo vitale delle stagioni, pertanto, se sono vivaci esprimono l’ energia primaverile ed estiva, il rosso e il marrone sono tipici dell’autunno con i suoi frutti maturi e il bruno è colore crepuscolare. Anche l’uomo, attraverso l’uso del colore, esprime il suo stato attuale e l’influenza che subisce dall’esterno. Il grigio è espressione di isolamento dalla vita e da tutte le sue emozioni, il blu invece è indice di spensieratezza, serenità, apertura gli altri, profondità e introspezione.
Il colore è magia e rivelarne i significati reconditi significa perdere quel mistero e testimonia una determinata situazione che si riflette nei cicli della natura.
L’arteterapia è un eccellente mezzo di recupero e di rinascita, una chance per mettere ordine nella propria vita e un’occasione di introspezione che porta lentamente alla ricostruzione della propria identità e a ristabilire l’equilibrio e l’amore verso se stessi in armonia con il creato. Arte terapia quindi intesa come via per esteriorizzare immagini e collegarle tra di loro come una lunga sequenza di pittogrammi che formano la storia personale della persona.
Fonti bibliografiche: R. Molteni, L’arteterapia – Xenia Tascabili - 2007




